Siamo stati felicissimi di ricevere l'invito a presentare Oschi Loschi a Solopaca (e questo non ha niente a che fare - ufficialmente - con la nostra predilezione per i fantastici vini rossi del Taburno).
Perciò sabato 26 luglio, in occasione dei Sabato del Villaggio 2014, porteremo "Oschi Loschi. Storie per attaccar bottone" alla Biblioteca comunale "Stefano Cusani".
La presentazione, organizzata in collaborazione con la Pro-Loco e con il comune di Solopaca, sarà nobilitata dalle letture di Pasqualina Malgieri e Claudio Pau, e dalla presenza di molti degli autori della raccolta.
Vi giunga quindi il nostro invito a raggiungerci in tanti, alle ore 19:00, in via Procusi 67 a Solopaca (BN).
La gloriosa terra osca (l’attuale Sannio e Irpinia, ma anche il Molise, parte della Lucania e dell’Abruzzo) non offre solo colline verdeggianti e aria buona, ma anche (tante) storie da raccontare. Le antologie Oschi Loschi raccolgono il meglio della narrativa “osca” contemporanea, senza condizionamenti di genere o stile, il tutto condito da una predisposizione al “losco” nel senso più ampio e allettante del termine.
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martedì 15 luglio 2014
giovedì 22 maggio 2014
Riuscire, tentare, provare: racconti stesi in piazza
Volete provare il
brivido di leggere un vostro racconto ad alta voce di fronte a un pubblico?
Sfidare quel misantropo che crediamo alloggi negli
spettatori, non è altro che affrontare il risucchio del salto nell’iperspazio e con piglio sicuro dare loro in pasto un proprio scritto
per vedere l’effetto che fa. Se non vincerete niente, almeno vi sentirete
affrancati da molte delle vostre inibizioni, è scientificamente certo: a
noi e molti altri è successo così.
Tutto questo pippone (ma ormai sapete che per attaccarlo disponiamo di qualsiasi
mezzo...) per invitarvi di nuovo ad inviarci i vostri scritti: stavolta, però,
non per allestire una silloge (se no ci prendete gusto) bensì per andare in
scena con la vostra lettura in una serata da programmare per la prima decade di
settembre, al Morgana Music Club di
Benevento.
Cominciamo dalle certezze.
Il racconto deve essere BREVE, frizzante, emozionante, divertente
e quantomeno suggestivo. Il limite massimo di battute (spazi inclusi) è stabilito
in 6.000. La finestra temporale per l’invio si chiuderà stargatemente il 22 luglio 2014. Siamo orientati per la scelta di un massimo di 7 letture (come la
famosa Sette comari, ma quella è un’altra storia). Se proprio dovessero
piacercene di più, la serata si ripeterà! Si gradiscono partecipazioni in
lingua italiana o dialetto di qualsiasi provenienza, purché siate disposti ad essere a
Benevento nella data di settembre che sarà resa pubblica a luglio. Non ci sono limiti di età, può partecipare vostro nonno o vostra figlia, non c'è equalmente problema.
L’opera sarà letta
tassativamente dal suo creatore. Non ci chiedete voci in prestito perché
sarete esclusi automaticamente. Bisogna essere matti, per venire di persona, ma
se uno vede questo post e decide di partecipare sperando che legga un altro, allora è veramente
irrecuperabile.
La lettura sarà (ovviamente) disturbata in qualche modo da
una “prova” cui l’autore sarà sottoposto contemporaneamente all’esibizione
ma... (e qui viene il bello) la performance migliore sarà decretata dall’alto
di uno scanno sul quale siederanno: uno dei membri dello staff del Morgana, un
editore beneventano e uno scrittore o una scrittrice di fama nazionale, anche
se non necessariamente di buona fama o senza carichi pendenti. Il verdetto NON potrà essere sovvertito dal
pubblico presente, che esprimerà liberamente il proprio apprezzamento in
termini di battimani. O battendo il giurato col quale non concorda (?).
Cosa si vincerà? Beh,
ci conoscete: più che una bella pacca sulla spalla e un sardonico
“Complimenti!” non ci riesce. Spese di vitto alloggio e viaggio sono a carico
del partecipante. Però, se verrete da fuori, ci offriamo già da subito come
guide turistiche alla scoperta della nostra ridente cittadina di provincia, con
caffè pagato.
Dai, su, si scherza. Qualche cosa ci inventeremo.
Allora?
Avete già scritto? Dovete accorciarlo? Dovete cominciare da
capo?
Qualsiasi roba sia, formattatelo in Times new letter 12 e
mandatelo come al solito a: oschi_loschi@yahoo.it.
E poi esercitatevi nella lettura ad alta voce, non date per scontato di saper leggere!
Questo invito non
rappresenta alcuna promessa, né di pubblicazione né di valutazione dei racconti
ricevuti ai fini di una futura raccolta. Saranno contattati solo gli autori dei racconti selezionati, gli altri potranno rimanere nel dubbio per sempre! Non sarà fatto lavoro di editing, il racconto sarà valutato dal collettivo di "Riuscire Tentare Provare".
I diritti restano totalmente vostri, perché se no sono cxxxi
nostri.
E questo è quanto, muovetevi, ordunque.
“Non sapere se riuscire:
almeno tentare”. Si fotta per una
volta anche il maestro Yoda.
Never Mind
martedì 11 marzo 2014
OL3 (oltre) la BIBLOS
La carovana di Oschi Loschi torna a Cerreto Sannita, alla BIBLOS - Biblioteca del Sannio, per una nuova presentazione ricca di interessi e contenuti.
Le letture ad opera di Ilaria Melillo, Luca Palumbo e del Forum Giovani di Cerreto, nonché le musiche del quintetto formato da Baldo Perretta, Emilio Dongiacomo, Giuseppe Guarino, Luigi Pengue e Vincenzo Orsini, allieteranno l'incontro, che ruoterà attorno alla disamina della professoressa Angela Maria Pelosi e al dibattito aperto con gli autori.
Un appuntamento che non si può mancare, quindi. Vi aspettiamo nella incantevole cornice del Palazzo del Genio a Cerreto Sannita sabato 29 marzo, alle ore 18:00.
Le letture ad opera di Ilaria Melillo, Luca Palumbo e del Forum Giovani di Cerreto, nonché le musiche del quintetto formato da Baldo Perretta, Emilio Dongiacomo, Giuseppe Guarino, Luigi Pengue e Vincenzo Orsini, allieteranno l'incontro, che ruoterà attorno alla disamina della professoressa Angela Maria Pelosi e al dibattito aperto con gli autori.
Un appuntamento che non si può mancare, quindi. Vi aspettiamo nella incantevole cornice del Palazzo del Genio a Cerreto Sannita sabato 29 marzo, alle ore 18:00.
giovedì 26 dicembre 2013
OL3 (oltre) il MenteLocale a Fragneto Monforte
Sottotitolo: raduno di coppie scambiste (ma pure singoli/e) di storie per attaccar bottone.
La nostra antologia verrà presentata domani sera (27 dicembre), come sempre in maniera irriverente, al MenteLocale (via Ripa 5, Fragneto Monforte, BN), tra i dipinti di Nicola Lino Salvatore e le invenzioni degli autori di "Oschi Loschi, Storie per attaccar bottone".
Vi aspettiamo alle ore 19:00 per bere, mangiare e divertirci assieme. A seguire l'avvolgente live del Rever Jazz Quartet.
La nostra antologia verrà presentata domani sera (27 dicembre), come sempre in maniera irriverente, al MenteLocale (via Ripa 5, Fragneto Monforte, BN), tra i dipinti di Nicola Lino Salvatore e le invenzioni degli autori di "Oschi Loschi, Storie per attaccar bottone".
Vi aspettiamo alle ore 19:00 per bere, mangiare e divertirci assieme. A seguire l'avvolgente live del Rever Jazz Quartet.
lunedì 16 dicembre 2013
OL3 (oltre) la prima uscita ufficiale
Se amate i contenuti “extra” dei cari vecchi DVD,
vi lascerete incuriosire dagli espedienti narrativi che gli autori
utilizzeranno per inscenare la trama e le suggestioni di ciascun racconto della
nuova antologia, partecipando anche loro, in prima persona, alla performance
curata in collaborazione con la Solot, compagnia stabile di Benevento, giovedì
19 dicembre alle 18.00, presso il Mulino Pacifico di Benevento (via Appio Claudio 27), occasione in
cui l’ultima edizione di Oschi Loschi sarà presentata al pubblico. L’elemento
di quest’anno sarà la “rappresenta-zione”, con il contributo partecipato di
penne osche e attori sanniti, che vi introdurranno dove dimora l’autentico
teatro nostrano. L'antologia permette infatti il confronto e lo scontro tra
stili diversi: dal grottesco al noir, dalla narrazione lirica a quella onirica,
passando per la sperimentazione (il racconto a più mani) e il fantasy,
approdando al metropolitano e all'ironico.Il concept della nuova raccolta di racconti brevi è “Storie per attaccar bottone”, se non altro disquisendo amabilmente delle originali opere ritratte in copertina, sapientemente create dal maestro Lino Nicola Salvatore, che faranno da sfondo all’evento offrendovi un’ulteriore opportunità di intrattenere chi non avete mai osato avvicinare, con un pretesto per abbordarlo, provare a sedurlo, descrivendo la terra osca da una prospettiva losca e riscoprendo lo scenario: la provincia come cuore pulsante, gli sfigati come protagonisti principali, la cronaca come motore delle vicende.
GLI AUTORI E I TITOLI DEI RACCONTI:
SABATINO di Valerio
Vestoso, FÜR ELISE di Giuseppe Guarino, L’INTERVISTA DEFINITIVA di Collettivo
Càlamano, PROPLAYI CONTRAST. LA REGOLA di Alessandro Paolo Lombardo, UNA
MACCHIA DI BIANCO di Marco Di Meola, OSSA di Massimo Varchione, CARNE DI
FAMIGLIA di Ursula Iannone, STRALCI INEDITI DI CRONACHE CELESTI di Ferdinando
Silvestri, PIPPE di Giovanni Vergineo, DR. HYNKFUSS di Alessandro Caporaso, DEL
LUPO E DELL’UOMO di Emanuele Corbo, NON C’È VIOLA SENZA SPINE di Alessio Paolucci,
DIARIO DI CANTINA di Giovanni Rossi, IL SECONDO RESPIRO di Alfredo Martinelli, IN
PROVINCIA NON SUCCEDE MAI NIENTE di Antonio Furno, SCACCO MATTO di Marialaura
Orlando, ARTURO BANDINI CUCCINIELLO di Filippo Ciasullo, LE SETTE ORE di Maria
Pia Selvaggio.
SULLA STAMPA:
il vaglio
ntr24
l'informatore sannita
sanniolife
gazzetta di benevento
il quaderno
il capoluogo d'abruzzo
palcoscenico in campania
bmagazine
SULLA STAMPA:
il vaglio
ntr24
l'informatore sannita
sanniolife
gazzetta di benevento
il quaderno
il capoluogo d'abruzzo
palcoscenico in campania
bmagazine
lunedì 11 novembre 2013
OL3 (oltre) la copertina
Ecco la copertina di Oschi Loschi. Storie per attaccar bottone.
Le due opere (di copertina e di quarta di copertina) sono di Lino Nicola Salvatore, assemblate con maestria grafica da Antonello Salvatore.
Come si può sbirciare (clickate per ingrandire), il prezzo (anticrisi) dell'antologia sarà di 10 €.
Poi non dite che non vi vogliamo bene.
Le due opere (di copertina e di quarta di copertina) sono di Lino Nicola Salvatore, assemblate con maestria grafica da Antonello Salvatore.
Come si può sbirciare (clickate per ingrandire), il prezzo (anticrisi) dell'antologia sarà di 10 €.
Poi non dite che non vi vogliamo bene.
mercoledì 9 ottobre 2013
Una copertina micidiale
Dagli archivi segreti di Beneventanamanera, ecco arrivare il concept che il Maestro Zibuletti ha pensato per il nuovo Oschi Loschi. Un lavoro che conferma il carattere letale della nuova raccolta di racconti in uscita a dicembre.
Grazie Maestro per questo suo eminente contributo alla causa (l)osca.
Grazie Maestro per questo suo eminente contributo alla causa (l)osca.
lunedì 16 settembre 2013
LA NUOVA SQUADRA
Che non è una fiction di Raitre, ma gli autori (e i relativi racconti) selezionati per la terza raccolta Oschi Loschi in uscita a dicembre.
Ecco l'elenco dei magnifici diciotto:
Ecco l'elenco dei magnifici diciotto:
SABATINO di Valerio Vestoso
FÜR ELISE di Giuseppe Guarino
L’INTERVISTA DEFINITIVA di Collettivo Càlamano
PROPLAYI CONTRAST. LA REGOLA di Alessandro Paolo Lombardo
UNA MACCHIA DI BIANCO di Marco Di Meola
OSSA di Massimo Varchione
CARNE DI FAMIGLIA di Ursula Iannone
STRALCI INEDITI DI CRONACHE CELESTI di Ferdinando Silvestri
PIPPE di Giovanni Vergineo
DR. HYNKFUSS di Alessandro Caporaso
DEL LUPO E DELL’UOMO di Emanuele Corbo
NON C’È VIOLA SENZA SPINE di Alessio Paolucci
DIARIO DI CANTINA di Giovanni Rossi
IL SECONDO RESPIRO di Alfredo Martinelli
IN PROVINCIA NON SUCCEDE MAI NIENTE di Antonio Furno
SCACCO MATTO di Marialaura Orlando
ARTURO BANDINI CUCCINIELLO di Filippo Ciasullo
LE SETTE ORE di Maria Pia Selvaggio
C'è un abruzzese (il primo oscolosco non campano), c'è un lavoro a più mani (il primo progetto di scrittura collettiva losca) e soprattutto c'è un amico che se n'è andato, ma che ci doveva essere per forza.
Pazientate, che dicembre arriva presto.
mercoledì 28 agosto 2013
Nuova antologia, nuovi autori!
Domenica 15 settembre [ore 17:00], nella splendida cornice
del principale music club della Terra Osca (Morgana Music Club,via Umberto I, 8, Benevento) renderemo pubblici i nomi
della terza antologia Oschi Loschi in uscita a dicembre.
Ogni autore sarà presentato dalle voci ufficiali dell'evento (che sono tra di voi, sappiatelo) con la... "motivazione" per la quale è stato selezionato.
Scopriteli insieme a noi, e ai cocktail dell'american bar che avranno dei nomi adatti all'occasione. Non mancate!
Ogni autore sarà presentato dalle voci ufficiali dell'evento (che sono tra di voi, sappiatelo) con la... "motivazione" per la quale è stato selezionato.
Scopriteli insieme a noi, e ai cocktail dell'american bar che avranno dei nomi adatti all'occasione. Non mancate!
mercoledì 31 luglio 2013
A.A.A. LOSCO COPERTINISTA CERCASI
L'appello sta tutto nel titolo del post.
Siamo in dirittura d'arrivo per la selezione dei racconti che saranno contenuti nella nuova raccolta Oschi Loschi, e già la nostra attenzione va rivolgendosi alla parte grafica.
La scorsa volta ci ha deliziato la favolosa Aurora Lobina, alla quale va la nostra infinita gratitudine e ammirazione.
A chi toccherà questa volta? Una paio di artisti si sono già proposti e noi li contatteremo a breve, per illustrare le nostre idee e farci illustrare le loro.
Se volete proporvi pure voi, mandateci una mail all'indirizzo solito (oschi_loschi@yahoo.it) entro il 31 agosto, solo ed esclusivamente per avanzare la candidatura.
Le uniche condizioni irrinunciabili sono la vostra appartenenza al popolo osco (mica devo ripetervi ancora una volta il pippone sul popolo osco?) e la gratuità della prestazione (anche qua solita cosa, soldi non ne diamo e non ne chiediamo).
Attendiamo fiduciosi come un gatto sul davanzale di un caseificio.
Siamo in dirittura d'arrivo per la selezione dei racconti che saranno contenuti nella nuova raccolta Oschi Loschi, e già la nostra attenzione va rivolgendosi alla parte grafica.
La scorsa volta ci ha deliziato la favolosa Aurora Lobina, alla quale va la nostra infinita gratitudine e ammirazione.
A chi toccherà questa volta? Una paio di artisti si sono già proposti e noi li contatteremo a breve, per illustrare le nostre idee e farci illustrare le loro.
Se volete proporvi pure voi, mandateci una mail all'indirizzo solito (oschi_loschi@yahoo.it) entro il 31 agosto, solo ed esclusivamente per avanzare la candidatura.
Le uniche condizioni irrinunciabili sono la vostra appartenenza al popolo osco (mica devo ripetervi ancora una volta il pippone sul popolo osco?) e la gratuità della prestazione (anche qua solita cosa, soldi non ne diamo e non ne chiediamo).
Attendiamo fiduciosi come un gatto sul davanzale di un caseificio.
lunedì 15 luglio 2013
E adesso arriva il bello!
E adesso arriva il bello!
Le operazioni di reclutamento e raccolta lavori si possono considerare terminate.
E con numeri importanti: 57 racconti per 45 autori (sì, qualcuno ha mandato più di un racconto; furbi, eh?).
Vi ringraziamo tutti per la fiducia concessaci (inchino di riconoscenza).
Verrà fuori un'antologia di talenti fuori dal comune, ne siamo sicuri.
Ora, l'idea di dover escludere il 70% circa di tutto questo bendidìo ci deprime. Inevitabilmente rimarrà fuori un sacco di roba veramente forte.
Qualche idea su come offrirvela?
Le operazioni di reclutamento e raccolta lavori si possono considerare terminate.
E con numeri importanti: 57 racconti per 45 autori (sì, qualcuno ha mandato più di un racconto; furbi, eh?).
Vi ringraziamo tutti per la fiducia concessaci (inchino di riconoscenza).
Verrà fuori un'antologia di talenti fuori dal comune, ne siamo sicuri.
[la foto è soltanto indicativa, courtesy of Tom Colbie]
Ora, l'idea di dover escludere il 70% circa di tutto questo bendidìo ci deprime. Inevitabilmente rimarrà fuori un sacco di roba veramente forte.
Qualche idea su come offrirvela?
martedì 4 giugno 2013
Oschi Loschi ospite del Gigante Buono
Tra i tanti che converranno sabato 22 giugno 2013 a Telese Terme (BN) per il VIII memorial Cesare Alterio, ci saranno anche gli Oschi Loschi, nello spazio letterario "spizzichi d'autore", per dibattere di scrittura, di racconti e di tanto altro.
Ad accoglierci, insieme all'associazione organizzatrice Il Gigante Buono, la giornalista (ma soprattutto amica) Maria Grazia Porceddu.
Siateci anche voi.
Se non per noi (l)oschi, almeno per la parata di pupazzoni che seguirà (e per gli altri ospiti).
Ulteriori dettagli nella locandina che segue.
Ci vediamo a Telese.
Ad accoglierci, insieme all'associazione organizzatrice Il Gigante Buono, la giornalista (ma soprattutto amica) Maria Grazia Porceddu.
Siateci anche voi.
Se non per noi (l)oschi, almeno per la parata di pupazzoni che seguirà (e per gli altri ospiti).
Ulteriori dettagli nella locandina che segue.
Ci vediamo a Telese.
giovedì 7 febbraio 2013
OSCHI LOSCHI® PRESENTA
Che male avrà fatto, Morena, la tigre bengalese d’o Gorilla, per
essere stata portata anche lei sulla Domiziana, squallido palcoscenico di
insensate vicende, e per morirci anche, su quella strada che è anche un po’ il
viatico per l’inferno, questo Marco Ciriello non ce lo dice.
Morena non è che un eccellente
nome di una lunga lista di morti ammazzati in circostanze rocambolesche ed
irritanti, incredibili e sbagliate, raccontate dallo scrittore di origini
avellinesi, edito dalla Bompiani.
Realistica e allo stesso tempo
disarmante, la storia provoca amara ilarità e insofferenza, vissute con disillusione
dagli stessi protagonisti, tutti o quasi aventi ruolo di voce narrante
nell’incredibile sequenza di fatti, veri o verosimili, ambientati in uno dei
principali feudi della camorra, pieni di prostitute straniere, braccianti
clandestini, umanità sfruttate, poveri e poveracci senza origine e senza sorte,
sbraitanti aspiranti eroi, cui l’unico privilegio concesso è quello di incazzarsi
e fare danni, senza la minima speranza di cambiare lo status quo.
Il vangelo a benzina diventa così
un riassunto dei peggiori annali della storia moderna, suscitando
l’incontenibile desiderio di recarsi sui luoghi dei delitti e strapparne il
dominio agli sporchi cattivi. Il tragicomico omicidio di un regista porno ad
opera del suo attore feticcio, il comprensibile tentativo di un killer serbo di
riscattarsi, le indagini di un commissario strafottente e sprezzante delle
proprie condizioni di salute, la corruzione, l’inseparabile destino del potere
e del malaffare, tutti quegli scenari tanto noti da essere quasi un nauseante
dejà vu, almeno per chi sa bene come funzionano le cose da quelle parti – e per
chi vive in territori attigui – sono raccontati dunque in modo convincente e
con indiscutibile bravura, senza contare i colpi di scena e gli intrecci tra
diverse storie nella storia, che rendono la lettura interessante, grazie anche
all’utilizzo di un gergo dialettale che probabilmente parla al di là di qualche
termine astruso per i non natii della zona.
“Il Vangelo a Benzina” sarà
presentato nell’ambito del ciclo di incontri “Oschi loschi presenta” alla
Libreria Luidig [Palazzo
Collenea, Corso Garibaldi, Benevento] il prossimo 22 febbraio [ore 18:30], primo appuntamento della serie, che
sarà anche l’occasione per dare in pasto ai presenti e al mondo intero il
“quasi-Manifesto degli Oschi Loschi”, per gettare le basi della partecipazione
ad una nuova avvincente pubblicazione dell’antologia (edita da Never Mind) ormai
famosa per aver rivendicato la valenza dell’antica popolazione del Sannio
storico anche nel campo della narrativa.
Oltre a Marco Ciriello che (bontà sua) sarà presente, interverranno Alessandro Paolo Lombardo, (l)osco giornalista di bMagazine, Martina Iorio che ci delizierà con le sue letture, Maria Elena Napodano, (l)osca mente di Never Mind, e Flavio Ignelzi, indomito curatore di Oschi Loschi.
venerdì 26 ottobre 2012
OL a San Lorenzello
Nella magnificenza del signorile e settecentesco palazzo Massone di San Lorenzello (BN), "Oschi Loschi" sarà ospitato dall'Ente Culturale "Nicola Vigliotti".
Dopo i saluti di Giovanni Di Santo, sindaco di San Lorenzello, e l'introduzione di Nicoletta Festa, assessore alla cultura, la nostra antologia sarà presentata da Luigi Botte e Tullio Ruggieri, coordinati dal presidente dell'Ente Alfonso Guarino.
Il collettivo Oschi Loschi invaderà la sala del Frantoio di palazzo Massone sabato 3 novembre alle ore 18.
Noi ci saremo. Siateci anche voi!
venerdì 21 settembre 2012
Gli oschiloschi invadono La Fenice a Telese Terme
Domenica 30 settembre, alle ore 18:00, il collettivo Oschi Loschi sarà ospitato dalla libreria LA FENICE [viale Minieri 150, Telese Terme (BN)] della nostra amica Rosa Caruso.
L'incontro, moderato dalla giornalista di SannioLife Maria Grazia Porceddu, comprenderà una losca lettura delle carte, scorci e interpretazioni di brani tratti da "Oschi Loschi. Racconti solidi come castelli di carte" e tanto altro ancora.
Venite a divertirvi con noi in maniera (l)osca! Non mancate!
lunedì 10 settembre 2012
OL a Tramonti d'Arte, Pago Veiano (BN)
Domenica 23 settembre, alle ore 19:00, presso Piazzale L'Occhio a Pago Veiano (BN), in occasione della rassegna Tramonti D'Arte, si terrà la presentazione della nostra beneamata antologia oscalosca.
Introdurrà e modererà Aldo Caporaso, presidente del Forum Giovani di Pago Veiano. Interverranno Emanuela Miceli, vicepresidente dell’Associazione Verehia e Antonella De Ieso, vicepresidente del Forum Giovani di Pago Veiano.
A seguire: aperitivo a km zero a cura della Pro loco di Pago Veiano, Chantico in "Il focolare addomesticato"- live performance pirotecnica, i "Pensiero acustico" live.
La serata prevede altresì le esposizioni artistiche di diversi artisti (Angelo De Cicco, Davide De Palma, Franco Mazzeo, Anna Maria Mercuri).
Non mancate!
giovedì 9 agosto 2012
Oschi Loschi al CineFort Festival
Chi è amante del cinema, in particolare dei cortometraggi (ma non solo), può raggiungerci a San Giorgio La Molara (BN), nel suggestivo ex Convento dei Domenicani in Corso Umberto I, per la quarta edizione del CineFort Festival.
Nella serata d'apertura, venerdì 24 agosto, il collettivo Oschi Loschi avrà modo di presentarsi alla platea del festival con una snella lettura tratta dall'antologia, presidiando la manifestazione anche nei giorni 25 e 26 agosto.
Se fossi in voi non mi lascerei scappare l'occasione di visitare un bella realtà osca e respirare un po' di aria limpida. Ci vediamo là.
giovedì 28 giugno 2012
NARRAZIONI E NARRATORI DALLA TERRA DEL PREMIO STREGA
Giovedì 5 Luglio 2012, alle ore 20, presso “Il Vinocolo”, Vico G. Vetrone 2, Foglianise (BN), si terrà l'incontro NARRAZIONI E NARRATORI DALLA TERRA DEL PREMIO
STREGA.
Interverranno:
Maria Pia Selvaggio, Rita Pacilio, Maria Grazia Porceddu, Giustino Pennino, Adriana
Pedicini e il collettivo Oschi Loschi, salutati dalle Istituzioni locali.
Modererà
Maria Elena Napodano.
Narratori sanniti che si ritrovano ad uno speciale
appuntamento al Vinocolo di Foglianise: sul tavolo alcuni degli annosi dubbi
che attanagliano uno scrittore proveniente dalla terra che ha dato i natali a
quello che è forse il più importante premio di narrativa del nostro Paese.
In un territorio provinciale che provocatoriamente
indicheremo come, nel suo complesso, meno popoloso del solo quartiere Vomero di
Napoli, quanto è più palpabile il calo delle vendite dei libri, considerato che
ogni anno in Italia se ne pubblicano circa 60.000 mentre, secondo l’ISTAT, un
italiano su due non ne legge neanche uno?
La spasmodica ricerca, da parte delle case editrici, di
prodotti librari in grado di trainare le vendite, spesso a scapito dei
contenuti, ha dato la stura all’esplosione dei fenomeni dell’auto-pubblicazione
e del vanity press, i quali, spesso e volentieri, fomentano velleità di
sedicenti scrittori senza contribuire ad un ritorno alla qualità. Eppure
(Sugarpulp nel Triveneto insegna) talvolta l’editoria indipendente può
rappresentare quella risposta convincente alle genuine necessità narrative
locali e per quei lettori interessati a nuove forme di espressione letteraria,
radicate in un territorio ma non per questo in esso imbrigliate, sia come
tradizione narrativa che per la formula linguistica adottata. Un tema, quest’ultimo,
molto interessante anche dal punto di vista delle modifiche esercitate dalle
nuove forme di scrittura sul linguaggio.
Altra grande sfida è l’opportunità costituita dall’imminente
proliferare dell’editoria digitale (anche sotto forma di self-publishing), che
secondo John B. Thompson, professore di sociologia all’università di Cambridge
continuerà a crescere, offrendo magari innumerevoli possibilità di emergere, a quelle
valide penne finora ignorate dai grandi circuiti dell’editoria perché
“relegate” in bacini territoriali di scarso interesse numerico, e in questo
senso il Sannio, dove pure è nato il Premio Strega, costituisce un caso
emblematico.
In un momento storico in cui la grande distribuzione sarà
perciò costretta a riorganizzarsi, un valore aggiunto sempre più peculiare sarà
costituito dalla cosiddetta “bibliodiversità”, ossia l’indispensabile
diversificazione della produzione editoriale messa a disposizione del lettore.
Chissà che questo, insieme all’avvento degli e-book, non comporterà anche un
riequilibrio nella (finora) impari competizione tra piccoli e grandi editori.
sabato 23 giugno 2012
Adriana Pedicini su Oschi Loschi
Adriana Pedicini, già docente di lettere classiche del Liceo Classico "P. Giannone" di Benevento, ha pubblicato la raccolta di racconti "I luoghi della memoria" (Arduino Sacco Editore, 2011); suoi racconti e poesie sono presenti in diverse antologie. Scrive per blog e magazine on-line: Sul Romanzo, RomaCapitaleMagazine, Lib(e)roLibro, Arteinsieme.
A voi le sue impressioni dopo la lettura del nostro losco libercolo.
Antitesi e ossimori sono già nel
titolo della raccolta di racconti del volume di autori vari Oschi Loschi, dal
sottotitolo Racconti solidi come castelli di carta.
Ancora, la suddivisione in carte
di semi diversi vorrebbe tracciare dei confini in cui relegare i racconti
cinque per volta.
Ma capita che talvolta qualcuno
di essi esca fuori dalla norma, dallo status in cui è stato relegato.
Non si sa allora se ci si trovi
più di fronte a un dipinto di Botero o di fronte a un quadro di Modigliani con
i suoi colli esageratamente allungati.
Il dato certo è che qualunque sia
la tipologia della comunicazione narrativa ci troviamo (non sempre) di fronte a
una sorta di frattura degli schemi consueti, dei linguaggi sentiti come
obsoleti, delle strutture narrative ormai sorpassate, di regole linguistiche
asfissianti. Proprio questo rappresenta, parlando in generale, il pregio
dell’opera: originalità e voglia di sperimentare.
Intendiamoci: non ci troviamo di
fronte a racconti “alieni”, ma di fronte a racconti altri, diversi dalle storie
melliflue tanto amate dagli adolescenti di sempre, con situazioni scontate e
rassicuranti, con tratti narrativi prevedibili. Qui nulla può essere previsto,
o almeno non sempre, salvo poi a verificare (compito del lettore) che forse il
contesto è diverso, il colore del tratto anche, ma la storia dell’uomo, la
vicenda della vita, c’è tutta dentro, come prima, come sempre. Seppure
attraverso il metodo complesso dello straniamento.
COPPE
PARCE SEPULTO
Davvero accattivante fin dalle
prime battute il racconto Parce sepulto. Farebbe pensare a una spystory, a un
episodio della malavita e invece, all’improvviso, un incontro fortuito in
ascensore fa decollare la narrazione su un ben diverso piano, e, utilizzando la
tecnica del flashback, recupera alla coscienza del suo interlocutore
-proiezione vivente di un trapassato- la vita precedente conclusasi in modo
tragico, lasciando dietro di sé un retaggio di extrasensorialità, come sempre
la fantasia popolare crede nei casi di morte violenta. Ma basterà un rito, una
sorta di purificazione e l’anima del defunto tornerà nella quiete, e lascerà
tranquillamente funzionare il mezzo meccanico in cui è avvenuto il confronto
rivelatore, decisivo della buona continuazione della vita. La vita che per
l’ingegno di uno solo ha ripreso la sua corsa consueta, mentre gli altri
protagonisti vengono trascinati nella routine alienante delle futili
occupazioni. A proprio conforto il protagonista si tirerà su con una semplice
bevuta di birra. Che sia una metafora? Che si voglia dare a intendere che la
vita per essere degnamente vissuta ha bisogno di poche semplici cose? Se sì,
l’espediente della vicenda, serio seppur grottescamente rappresentato, ci viene
porto con un andamento spigliato, vivace e a tratti “irrobustito” da
espressioni colorite.
L’ULTIMA MILONGA
Il racconto di Fabozzi conquista
subito non tanto per la profondità della vicenda ma per lo stile semplice, dato
che la semplicità è dote rara, quando non sia espressione di banalità. Le
vicissitudini emotivamente coinvolgenti accompagnano il protagonista che passa
dalla delusione al senso di colpa al terrore infine ad un’inattesa serenità che
con un filo sottile d’ironia spinge l’uomo in quell’estremo frangente a
desiderare di nuovo, daccapo, di poter praticare la sua danza preferita. Ma con
qualche granello di sale in più. Non si sa mai.
TRIONFO DI SPECCHIA
Pur nella sua brevità risulta interessante
l’espediente narrativo di A. P. Lombardo. Gioco delle parti che riporta al noto
romanzo di O. Wilde, pur nelle variazioni tematiche e di struttura narrativa.
Il personaggio e la sua
coscienza-specchio. Il dissidio tra l’essere e l’apparire, tra la percezione di
sé e l’impressione che ne ricevono gli altri. Ma anche tra l’amore nella sua
essenza e ciò che si crede sia l’amore: in realtà non è dato di saperlo…troppo
vago, troppo sfuggente, troppo cangiante.
Infastidisce solo qualche periodo
sospeso, qualche “licenza grammaticale”
ORE 15
Un pretesto banale, quasi senza
significato, in un impianto strutturale semplice, introduce in una situazione
davvero simpatica, in modo a dir poco imbarazzante. In un racconto breve ma
fluido, costruito in poche battute, pochi tratti, si nasconde il rischio di chi
con tutte le forze della fantasia si sbarazza dello status quo per darsi a
nuove avventure. Ma si sa, i diavoli fanno le pentole e non i coperchi.
DUE BOTTONI
Descrizione crepuscolare, bella
anche se riprende i toni un po’ disfatti delle vite quando l’abulia la fa da
padrona, quando l’entusiasmo e la positività sono come i brandelli di una
camicetta mortificata da fiori scuri, specchio del disfacimento di un corpo e
di una volontà. Forse di una vita appena raccattata in un fetido locale con una
compagnia anch’essa poco allettante. Disfacimento anche della prosa che passa
da un periodare fluido in prima o terza persona ad un “attacco” diretto
all’ignaro interlocutore. Ma si sa, quando si è liberi dagli obblighi che sanno
di antica imposizione scolastica, il ritmo della penna segue le evoluzioni
delle più profonde suggestioni. Bene, ancora una volta, se il pensiero è
chiaro. E qui niente passa inosservato: i più piccoli gesti, le più piccole
miserevoli espressioni sono catturate dallo sguardo impietoso dell’io narrante,
così come la descrizione degli ambienti e degli oggetti. Un acquerello un po’
comico, un po’ triste, ma con la vita dentro.
SPADE
CAMERA OSCURA
Molto bello questo insieme di
scatti, pennellate docili e dolci, non senza striature di veleno. Colpisce la
capacità pittorica delle descrizioni che si sviluppano in dettagli innanzitutto
fisici, materiali, ma finanche in quelli immateriali sottesi alle parole,
sottolineati dal contatto diretto con l’interlocutore immaginario, fino all’ultimo
“scatto” in cui, senza parole, paradossalmente e tragicamente si chiude un
dialogo tante volte fallito.
GRETA STRIZZA GLI
OCCHI
Assolutamente interessante il
racconto “Greta strizza gli occhi” per i numerosi risvolti che presenta:
sdoppiamento di personalità, tentativo di vivere una vita parallela, lotta tra
il bene e il male, tra la razionalità e l’irrazionalità, che hanno il loro
riflesso nell’analogo sdoppiamento linguistico, sempre in bilico tra gergo e la
lingua ufficiale. La deuteragonista, che è poi la protagonista nell’azione, una
sorta di Alice alla rovescia, mette a segno delle “punizioni” per un estremo
quanto fondamentale bisogno di affermazione di sé, di liberazione, attraverso
azioni da incubo, degli incubi che ne divorano la psiche. E lo fa con
l’arroganza di chi, sentendosi debole, cerca di strafare nei gesti come nel
linguaggio, immediato e colorito, capace di esplodere intersecando il discorso
diretto con quello indiretto in un affanno della prosa rivelatore dell’affanno
psicologico della protagonista.
Le domande conclusive,
artificiose o spia delle angosce dell’io narrante, sono un grido d’allarme,
ancorché inventato, da placare con la rassicurazione che il racconto suscita
tanta comprensione, tanta voglia di fugare i fantasmi della psiche, ma il
sorriso sarcastico, sicuramente no, il racconto non lo suscita.
NERO LATTE
Lascia senza parole il racconto
Nero latte, con uno stupore strano, in quanto dà la sensazione di un “conto”
che si è voluto chiudere troppo in fretta. Peccato! All’inizio lasciava
presagire cose interessanti, ma la curiosità è andata delusa. Troppa ovvietà a
partire dalla metà del racconto, scene abusate e conclusione senza attrattiva,
sebbene una morte faccia sempre pensare. Dobbiamo fare uno sforzo per entrare
nell’animo del protagonista maschile e coglierne interni dissidi che si
ricompongono, mentre sta per lasciare la vita, in un nome, quello della moglie
lasciata a casa. Sarebbe troppo umiliante per lui pensare che non ricordi il
nome di colei con cui ha bruciato l’ultima passione.
BINARIO MORTO
Conclusione dolente per un
racconto bello, ben strutturato, modulato attraverso una gamma vasta di toni,
da quelli scanzonati e tuttavia pacati dell’adolescenza ancora infanzia a
quelli via via più intensi e striati di varie tinte dell’adolescenza matura,
pronta a varcare la soglia della giovinezza. La prosa lodevolmente corretta,
precisa e scorrevole risente ad un certo punto dell’intensificarsi delle
emozioni, il che si evidenzia attraverso frasi sintatticamente non “allineate”
che sbottano come grida o esplosioni di emozioni per aggrumarsi poi nei
vocaboli del gergo colloquiale. Evidente anche il substrato culturale che
rimanda a Verga, a Pasolini e ancora più indietro al celebre frammento di
Saffo. Aleggia su tutto la capacità di empatia, più di una volta espressa con
note di commiserazione e di pietà nei confronti dei Carusi. Così come è
evidente la lotta tra il senso del dovere, malamente inteso in età giovanile, e
il senso di responsabilità altrettanto malamente inteso il più delle volte a
quell’età.
Si ha la sensazione che i
protagonisti, pur senza volerlo, abbiano fatto una scelta di vita: quella di
affidare alla strada/miniera l’iniziazione alla maturità. Ma come spesso
succede, i conti non tornano: ed è sempre la vita ad insegnarlo, ad insegnare
che spesso i sogni come i valori finiscono irrevocabilmente in un binario
morto.
UN AMORE CHE BRUCIA
Alienazione, premonizione,
predestinazione sembrano gli assi attorno a cui ruota la vicenda di “Amore che
brucia”. La struttura tuttavia è labile, vacilla sotto il peso di una vicenda
poco sviluppata e priva di intensità. Una storia di superficiale alienazione e
basta. Non c’è azione, non c’è pathos. Forse orrido squallore. Il giudizio sul
racconto non è giudizio sullo scrittore, ovviamente. Questione solo di gusti.
DENARI.
QUELLO CHE RIMASE DEL
CIELO.
Tre singhiozzi, anzi un lamento e
due singhiozzi spezzano il racconto di U. De Lorenzo.
L’ipocondria del vivere il
proprio segmento di vita prima di incontrare chi la vita gliela spiegherà nel
senso di dispiegargli la propria psiche, fa notare gli anfratti dove si
nasconde l’io con le sue inclinazioni e le sue potenzialità. La conclusione
circolare quasi è posta a suggellare il ritorno alla dimensione solitaria, dove
la solitudine è condivisa dall’unica traccia “lasciata al mondo”: la figlia
Laura.
Racconto immediato, spontaneo,
essenziale nel tracciare il binario di una vita che si conclude in un tratto
solitario ma almeno non privo di speranza.
DA CONSUMARSI
PREFERIBILMENTE ENTRO L’ATTIMO APPENA TRASCORSO
La commozione che pervade il
primo racconto manca nel secondo della sezione Denari.
Forse per scelta si vuole
evidenziare la protervia della protagonista che tra desideri e rimpianti stenta
a capire le ragioni e a indagare i motivi del suo stato. Occorre correre,
lottare, affrontare il destino per non smarrire il senso del tempo che vive nel
fluire di un attimo, il presente. Ho l’impressione che la protagonista si perda
inutilmente nell’immobile silenzio del grigio senza brillare di una qualche
luce propria.
VIRGINIA E LA
SUA STANZA
Nel racconto “Virginia e la sua
stanza” un andirivieni onirico, surreale consente all’io narrante di reificare
la venerazione in oggetto e nello stesso tempo di divenire oggetto venerato insieme
al suo “mito”. Forse è il desiderio di vivere attraverso di esso, come spesso
succede nella vita quando i genitori cercano di colmare attraverso i figli i
propri vuoti, e i figli di restare sempre adolescenti all’ombra di quelli, da
cui occorre distaccarsi definitivamente in un doloroso ma necessario salto di
qualità pena la rinuncia a conquistare la propria autonomia.
TRACCE DI IMPRONTE
GRANITICHE
Nel racconto di Paola Corona la
protagonista vive una situazione piuttosto debole dal punto di vista
dell’invenzione, che parte da un evento visibilmente pretestuoso per poi
abbandonarsi, in una prosa tuttavia lineare, alla descrizione di romantiche
fantasticherie appena illuminata alla fine da un promettente guizzo di luce.
MA QUALE FALCE MA QUALE MARTELLO, PALETTA SECCHIELLO IL SIMBOLO PIU’ BELLO
Più divertente senz’altro il
racconto di Ciasullo, benché senza pretese, che contestualizza in un
dialogo-confronto padre-figlia, apparentemente banale, il simpatico e spesso
privilegiato rapporto paterno con la prole femminile, il fare dolcemente
tirannico di quest’ultima, il bagaglio di conoscenze trasmesse dal genitore
fino a quando la corazza paterna cede miseramente di fronte agli interrogativi
insistenti della bimba, a cui è difficile rispondere se se non si superino
certi tabù e non ci si apra al dialogo anche su questioni tanto naturali quanto
delicate. Sì, ma l’espressione gergale richiede molta più perizia dialettica;
pertanto il papà dribbla brillantemente dirigendo la curiosità infantile verso
più accattivanti e astrusi argomenti.
BASTONI
IL CIRCOLO DELLE
QUINTE
Racconto zeppo di dottrina
musicale dove spicca in una prosa fluida, nonostante l’accavallarsi di dati, la
grande competenza dello scrittore e il grande amore per il mondo della musica,
di quella sussurrata, gridata, e “martellata” dai migliori protagonisti. Forse
a farne le spese è proprio il protagonista, Dylan, che risulta completamente
schiacciato dalla ridondanza dei dettagli afferenti agli artisti citati. Pretestuosa
la vicenda/occasione della narrazione, poco convincente. È fin troppo evidente
l’esigenza dell’Autore di comunicare la sua preparazione in fatto di artisti
della musica. Piuttosto è questa a farla da protagonista. Tuttavia il racconto risulta
una miniera di informazioni e suggestioni per gli appassionati.
VER SACRUM
Senso di impotenza, sommesso
sdegno per uno stato di cose che stenta a cessare e trova nella pessima
tradizione, “traduzione” in suffragi elettorali dell’incolpevole ignoranza
della gente che non sa o non può ribellarsi perché, in fondo, come si fa a
ribellarsi a quello che si avverte come immutabile destino ancestrale, di
verghiana memoria? La supina accettazione, supina ma non emotivamente piatta
(il passaggio repentino da un tempo verbale all’altro lo testimonia) alla fine
diventa la chiave di svolta che apre le porte ad un diverso percorso
esistenziale; diverso poi?, Chissà! La
fortuna non tiene conto del merito e delle lauree!
SI È AMMAZZATO UNO
Stile disadorno, intermittente o
meglio poco ordinato dove i pensieri si affastellano con pause artificiose, che
non danno respiro, bensì finiscono col sovrapporre la riflessione all’azione:
davvero in una sorta di autocritica, l’autore, l’io narrante, sostiene
“scrivere è questa battaglia senza tregua, stanca, delusa, indesiderata…” Lo
denota un senso di trasandatezza evidenziato dall’uso scarsissimo della
punteggiatura, scelta stilistica peraltro accettabile, quando i pensieri almeno
sono scanditi bene. Probabilmente ciò è voluto per conferire maggior senso di
smarrimento al lettore. L’idea della morte volontaria è il leitmotiv di piani
che s’intersecano ora scorrendo paralleli ora intrecciandosi fino a conseguire
il buio della non comunicazione. Eppure isolato c’è qualche sprazzo di poesia.
Strenuo il tentativo di dar senso, anche solo attraverso i ricordi, al nonsense della vita.
2958 KM (ESTATE 2004)
Alquanto ripetitivo, sempre lo
stesso ritmo, monotòno, il racconto non appare incuriosire il lettore più di
tanto. Solo alla fine l’allusione al duro lavoro del padre e la cicatrice che
come lui si è procurata al lavoro, segno che la figura paterna è presente in
lui come esempio da emulare, imprime un
guizzo e apre uno squarcio piacevole nei sentimenti finora dominati dalla tinta
grigia della routine.
MAGGIO FIORENTINO
Entro una cornice emotivamente
interessante e le suggestioni originate
da tristi ricordi della Storia si
adagiano le storie minute, realistiche di chi quella maledizione l’ha evitata,
ignaro di quel che sarebbe successo.
Scorre la vita di costoro in
ossequio alle abitudini o ai bisogni quotidiani, sfuggendo miracolosamente
all’estremo destino che beffardamente chiedeva il saldo ad altre ignare
creature. Storie semplici, raccontate con apparente distacco, con il senso
ovvio della quotidianità. Un mosaico di tessere per un attimo illuminate dalla
luce sinistra del “fuoco nemico”.
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